Venice Romance Village: quando le storie escono dalle pagine

Ci sono momenti in cui essere lettrici smette di essere qualcosa che facciamo in silenzio, nella nostra stanza, sul divano o con un libro infilato in borsa, e diventa qualcosa da vivere insieme.
Il Venice Romance Village, che il 19 e 20 settembre ha trasformato Forte Marghera in un grande luogo dedicato alle storie e a chi le ama, è stato proprio questo: l’incontro tra il mondo che immaginiamo mentre leggiamo e quello reale.
Perché chi ama i libri lo sa bene: leggere è un gesto intimo, ma le emozioni che nascono da una storia hanno una strana voglia di essere condivise.
Succede quando finiamo un romanzo e abbiamo immediatamente bisogno di scrivere a qualcuno. Quando incontriamo una persona che ha letto il nostro stesso libro e, dopo pochi minuti, stiamo già discutendo di un personaggio come se fosse un conoscente comune. Quando una frase sottolineata diventa così nostra da sembrare scritta esattamente nel momento in cui avevamo bisogno di leggerla.
E forse è proprio questo che rende speciale un evento dedicato al romance.
Non sono soltanto i libri esposti, le firme degli autori o le fotografie da conservare sul telefono. È quella sensazione quasi infantile di trovarsi improvvisamente circondate da persone che capiscono perfettamente perché un romanzo possa farci perdere il sonno, perché ci si possa affezionare a qualcuno che non esiste davvero o perché, arrivati all’ultima pagina, a volte serva qualche giorno prima di riuscire a iniziare un'altra storia.
Per due giorni il confine tra chi scrive e chi legge si è fatto più sottile.
Gli autori che normalmente conosciamo attraverso una copertina hanno avuto un volto, una voce, un sorriso. I personaggi dei loro romanzi sono comparsi nelle conversazioni, nelle dediche, negli incontri tra lettrici. E quei mondi che fino al giorno prima esistevano soltanto nella nostra immaginazione sono sembrati un po' più vicini.
È una delle magie più belle della lettura: una persona immagina una storia da sola e, qualche tempo dopo, quella stessa storia appartiene emotivamente a centinaia o migliaia di persone diverse.
Ognuna la legge a modo proprio.
Ognuna sceglie il personaggio da amare, quello da perdonare e quello che proprio no, non riuscirà mai a sopportare.
Ognuna conserva una frase diversa.
Eppure basta incontrarsi perché quelle esperienze individuali diventino qualcosa di collettivo.
Al Venice Romance Village questo mondo si è mostrato in tutta la sua varietà. Perché ormai dire semplicemente “romance” significa aprire una porta enorme. Ci sono storie delicate e altre che fanno male. Amori che fanno sorridere e relazioni tormentate. Ci sono universi fantasy, atmosfere dark, competizioni, sport, suspense, divinità e personaggi capaci di farci dimenticare, almeno per qualche ora, tutto ciò che esiste fuori dal libro.
Ma dietro generi e definizioni c'è qualcosa di molto più semplice.
Cerchiamo storie capaci di farci sentire.
Forse è questo il vero filo che unisce le persone che si sono incontrate a Venezia.
Non importa se la nostra libreria è piena di romance, dark romance, fantasy o narrativa. Non importa se leggiamo dieci libri al mese o se ce n'è uno che abbiamo tenuto sul comodino per settimane perché non volevamo davvero arrivare alla fine.
Ciò che conta è quella particolare forma di affetto che nasce verso le storie che riescono a lasciare qualcosa dentro di noi.
E quando tante persone con la stessa passione si ritrovano nello stesso luogo, accade una cosa bellissima: ci si riconosce.
Magari non conosci il nome della ragazza davanti a te, ma riconosci la copertina che tiene in mano.
Magari non vi siete mai parlate, ma basta nominare un personaggio perché inizi una conversazione.
Magari vi siete seguite per mesi attraverso uno schermo e finalmente vi ritrovate una accanto all'altra.
È in momenti come questi che ci ricordiamo che leggere non è affatto un'attività solitaria.
Un libro può essere letto da soli, ma raramente rimane soltanto nostro.
Lo raccontiamo. Lo consigliamo. Lo prestiamo. Lo regaliamo. Lo fotografiamo. Ne discutiamo. A volte lo difendiamo con una convinzione decisamente sproporzionata rispetto al fatto che stiamo parlando di persone immaginarie.
E va benissimo così.
Perché quando una storia ci conquista davvero, entra per un po' nella nostra vita.
È proprio da questa idea che nasce anche Il Bosco delle Storie.
Dal desiderio di creare un luogo nel quale non ci siano soltanto libri da scoprire, ma persone con cui condividere ciò che i libri ci fanno provare.
Abbiamo scelto l'immagine di un bosco perché ogni lettrice percorre un sentiero diverso. C'è chi cerca una storia d'amore nella quale rifugiarsi, chi preferisce avventurarsi nelle zone più oscure, chi vuole attraversare mondi fantastici e chi ama quelle storie apparentemente normali che, pagina dopo pagina, riescono a sorprenderci.
Possiamo scegliere sentieri diversi e ritrovarci nello stesso luogo.
Ed è questo, forse, il legame più bello tra lo spirito del Venice Romance Village e quello che vorremmo costruire nel nostro Bosco: una comunità nella quale una storia non finisca con l'ultima pagina, ma continui attraverso chi l'ha amata.
Gli eventi finiscono.
Gli stand vengono smontati, le persone tornano a casa e i libri acquistati trovano lentamente il loro posto nelle librerie.
Ma alcune cose rimangono.
Rimane una dedica.
Rimane una fotografia.
Rimane il nome di un'autrice che ancora non conoscevamo.
Rimane quella ragazza incontrata per caso con la quale abbiamo parlato mezz'ora di libri.
Rimane una lista di titoli da leggere che, invece di accorciarsi, è diventata ancora più lunga.
E soprattutto rimane quella sensazione bellissima di appartenere a una comunità fatta di persone diversissime tra loro, unite da qualcosa di estremamente semplice: l'amore per le storie.
Il Venice Romance Village ha chiuso le sue porte.
Le storie, per fortuna, no.
Continuano nelle pagine che apriremo questa sera, nei personaggi che ancora non conosciamo, negli autori che dobbiamo ancora scoprire e nelle conversazioni che nasceranno dal prossimo libro che riuscirà a conquistarci.
E da qualche parte, tra tutti questi sentieri, continua anche Il Bosco delle Storie.
Un posto dove entrare con una storia tra le mani e, magari, trovare qualcuno con cui condividerla.



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